La città delle cipolle in Italia non è Tropea né Parma

Cipolle italiane: dalla rossa di Tropea alla bianca di Margherita di Savoia
Le cipolle italiane sono tra le più apprezzate al mondo: rosse, bianche e dorate, simbolo di territori diversi e di una cultura agricola millenaria.

In Italia la cipolla non è solo un ingrediente: è storia, identità locale e tradizione contadina. Ma qual è davvero la “città delle cipolle” del nostro Paese?

Quando si parla di cipolle italiane, il pensiero corre subito alla celebre cipolla rossa di Tropea, dolce e croccante, oppure alle cipolle dorate dell’area di Parma, protagoniste di molte ricette emiliane. Eppure, contro ogni aspettativa, la città che si è guadagnata il soprannome di “città delle cipolle” non è né in Calabria né in Emilia-Romagna.

Margherita di Savoia, la vera città delle cipolle

La città delle cipolle in Italia è Margherita di Savoia, in Puglia, in provincia di Barletta-Andria-Trani. Un luogo noto soprattutto per le sue saline, le più grandi d’Europa, che da secoli producono milioni di quintali di sale.

Proprio accanto alle saline, su terreni sabbiosi affacciati sull’Adriatico, nasce però un’altra eccellenza meno conosciuta: la cipolla bianca di Margherita di Savoia IGP. Un prodotto che ha ottenuto il riconoscimento di Indicazione Geografica Protetta grazie alla qualità e al legame profondo con il territorio.

Una cipolla unica per ambiente e raccolta

La cipolla bianca di Margherita di Savoia si distingue per il suo colore bianco cristallino, per la dolcezza naturale e per la sua succosità. Viene coltivata direttamente sulla sabbia degli arenili, un ambiente particolare che ne influenza consistenza e sapore.

Anche la forma cambia nel corso dei mesi: più schiacciata ad aprile, arrotondata a maggio, tonda e piena a giugno, periodo in cui raggiunge la massima maturazione.

Tropea e Parma: due eccellenze che restano simbolo

Il fatto che Margherita di Savoia sia considerata la “città delle cipolle” non toglie nulla al valore di altre produzioni storiche. La cipolla rossa di Tropea IGP, coltivata lungo la Costa degli Dei, rimane una delle varietà più apprezzate al mondo per il suo equilibrio tra dolcezza e intensità.

Allo stesso modo, le cipolle dorate del Parmense sono un pilastro della cucina emiliana, ideali per soffritti, arrosti e preparazioni lente, dove sprigionano tutto il loro aroma.

La cipolla: un alimento antico e salutare

La cipolla (Allium cepa) accompagna l’uomo da oltre 7.000 anni. Era già coltivata in Mesopotamia, venerata dagli Egizi come simbolo di eternità e largamente utilizzata nella cucina romana.

Oltre al valore gastronomico, la cipolla è apprezzata per le sue proprietà benefiche: è ricca di acqua, fibre e sali minerali, ha effetti digestivi e diuretici e, secondo numerosi studi, possiede anche attività antiossidanti e antinfiammatorie.

Dalla cucina alla scienza

In cucina la cipolla è insostituibile: può essere consumata cruda, cotta, caramellata, grigliata o fritta, diventando protagonista di piatti semplici e ricette elaborate.

Curiosamente, la cipolla è anche uno degli strumenti più usati nella didattica scientifica: le sue cellule, grandi e facilmente osservabili, sono spesso utilizzate per insegnare l’uso del microscopio nelle scuole.

Un viaggio tra territori e identità

Dalla Puglia alla Calabria, passando per l’Emilia, la cipolla racconta storie diverse, ma unite da un filo comune: il legame profondo tra agricoltura, cultura e territorio.

Un ortaggio umile solo in apparenza, capace di unire cucine, tradizioni e identità locali in tutta Italia.